Giornate Rinascimentali

Le Giornate Rinascimentali, nate da studi effettuati sull’argomento sui libri di storia e del costume, con la visione di documentari e con la visione di altre realtà simili, oltre a ricordare i tempi passati attraverso costumi e usanze, ripropone ogni anno, il primo fine-settimana di settembre, due giornate tra antichi mestieri oggi quasi in disuso: alcuni artigiani, impagliatori, cestai, fabbri, falegnami, ceristi, cartai, oltre a giocolieri, streghe, bordelli, maghi e cartomanti, botteghe dell’arte, coltellinai, lavandaie, frati da cerca ecc.. I figuranti complessivi, durante le giornate rinascimentali, sono circa 800.

Scarperia si trasforma quindi in quel “borgo rinascimentale”, sede di Vicariato nato nel 1306. Dall’alba sin dopo il calar del sole lungo le vie del “borgo” si possono incontrare dame e cavalieri, che passeggiano con fare altezzoso, accompagnati dai musici e bandierai del vicariato, mentre le guardie di palazzo fanno la ronda, controllando che in mezzo al popolo non si nascondano agitatori di folla che potrebbero attentare la nobile figura del Vicario.

Dalle strade laterali giunge il suono del martello del “mastro coltellinaio” che, battendo sull’incudine, forgia la lama che diverrà “ferro tagliente”, un arte che ancora oggi rende famosa Scarperia. I contadini, giunti all’alba, portano i prodotti delle loro terre che verranno venduti al mercato. Per chi volesse rifocillarsi la “locanda del vicariato” è il posto ideale dove poter gustare piatti tipici del tempo e del luogo. Per l’occasione in quel giorno, e solo in quel giorno, gli avventori della giornata possono acquistare e vendere le loro merci con la moneta corrente, ovvero il “fiorino di Scarperia”: coniata apposta per l’evento, verrà cambiata con moneta contante dai “gabellieri” alle due casse.

In lontananza si odono le grida dell’araldo e le voci dei cantori che animano la giornata con le loro melodie in compagnia di “giullari” e “mangiafuoco”. Tra accurati spettacoli, esibizioni di sbandieratori e rappresentazioni teatrali dell’epoca, la giornata giunge al culmine ed al termine. Ormai non resta che attendere il gran giorno di festa, il Dìotto, a cui tutto gira intorno e per cui tutto è ormai pronto. In questo giorno è compito degli aitanti giovani dei vari rioni del vicariato rendere omaggio al “Novo Vicario”, sfidandosi con onore e gagliardia sulla grande piazza antistante il palazzo dei Vicari che tutto vede e su tutto vigila.

Abbiamo a disposizione tutti gli allestimenti e collaboriamo con importanti gruppi storici, figuranti ed artisti!

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